General Electric (GE) ha pubblicato una ricerca intitolata “Industrial Internet: Pushing the Boundaries of Minds and Machine“, è interessante e si può scaricare liberamente a questo link. Come tutte le pubblicazioni delle grandi multinazionali la ricerca ha un respiro molto ampio e, per chi come noi è focalizzato sul breve/medio termine, può sembrare una lettura poco adeguata.

Industrial Internet tratto da http://www.ge.com/docs/chapters/Industrial_Internet.pdf

Il documento annuncia che siamo alle soglie di una nuova rivoluzione, spinta dalla convergenza tra Internet e Industria, che connetterà virtuosamente reti, dati e macchine, trasformando in modo rivoluzionario la produzione di beni e servizi. Una visione di grandi sfide, tecnologie affascinanti e vantaggi per tutti…tutto in puro stile da multinazionale statunitense!

Dalla lettura si possono comunque evidenziare alcune considerazioni utili per le PMI italiane, tra le quali:

  • le imprese dovranno essere in grado di integrare completamente la gestione delle informazioni all’interno di tutte le funzioni aziendali;
  • la disponibilità di sempre maggiori quantità di dati richiederà strumenti di analisi adeguati per produrre informazioni di sintesi che siano un reale vantaggio competitivo per le aziende;
  • forte interconnessione, disponibilità di dispositivi mobili e, questo lo aggiungiamo noi, grande flessibilità del lavoro, richiederanno un’attenzione particolare nella gestione della sicurezza (cyber security).

Tutti e tre i punti sopra elencati sembrano scontati ma non lo sono. Per garantire la qualità dei propri prodotti oggi è vero che le PMI italiane sono all’avanguardia nell’utilizzo delle tecnologie a supporto del ciclo produttivo, ma sono povere per quanto riguarda invece la capacità di raccogliere dati e trasformarli in valore aggiunto per il proprio Business. L’imprenditore medio italiano ha fortissime competenze nella propria nicchia  tecnologica, conosce bene tutti i macchinari, i prodotti della concorrenza, i diversi processi produttivi, ma a volte non ha la sufficiente flessibilità per guardare oltre e vedere nell’Information Technology un fattore abilitante per la crescita, uno strumento per trasformare il duro lavoro quotidiano in un tesoro di informazioni. L’IT è considerata una spesa, qualcosa di troppo soft per avere la stessa dignità di ciò che viene (con fatica) prodotto quotidianamente!