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	<title>danzi.tn &#187; Web 2.0</title>
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	<description>consulenza per la gestione delle informazioni on-line</description>
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		<title>Ogni relazione può essere misurata</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2014 08:49:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le attività legate ai social media delle piccole e medie aziende risultano spesso di difficile valutazione, soprattutto in termini di ritorno economico degli sforzi profusi. Si dedica tempo (tanto) e denaro (generalmente poco) per promuovere l&#8217;attività su Facebook, per seguire la caotica evoluzione delle discussioni su Twitter, ma non si riesce a capire quanto questo possa pagare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le attività legate ai<em> social media </em>delle piccole e medie aziende risultano spesso di difficile valutazione, soprattutto in termini di ritorno economico degli sforzi profusi. Si dedica tempo (tanto) e denaro (generalmente poco) per promuovere l&#8217;attività su Facebook, per seguire la caotica evoluzione delle discussioni su Twitter, ma non si riesce a capire quanto questo possa pagare in termini economici. Facciamo un esempio di come si potrebbe misurare il ritorno degli investimenti (ROI). <img class="alignleft size-medium wp-image-754" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2014/07/social_roi-300x188.png" alt="social_roi" width="300" height="188" />Consideriamo una campagna su Facebook dove mettete in evidenza un nuovo contenuto disponibile sul vostro sito aziendale. Ricordiamoci che sui social media è vietato VENDERE! Si promuovono invece contenuti d&#8217;interesse per il vostro <em>target,</em> contenuti che ad esempio sono disponibili sul sito aziendale e che la campagna di Facebook intende convertire in <em>Leads</em>. Un <em>Lead</em> è un cliente potenziale che è interessato al contenuto pubblicato e che si registra per accedervi. Bene, per misurare il ROI bisogna essere in grado di tracciare quanti contatti di Facebook si sono registrati al sito per scaricare il contenuto, e quanti di questi hanno poi acquistato il prodotto/servizio collegato. Questa misurazione può essere fatta con uno <a title="Cosa me ne faccio del CRM?" href="http://www.danzi.tn.it/2011/07/18/cosa-me-ne-faccio-del-crm/">strumento di CRM</a> flessibile abbastanza per <a title="Cosa significa integrazione" href="http://www.danzi.tn.it/2012/08/16/cosa-significa-integrazione/">integrarsi </a> con Facebook , con il Sito Aziendale e con i processi di vendita&#8230;.poi il resto è semplice matematica: (Ricavi-Costo Campagna)/Costo Campagna.</p>
<blockquote><p>Esempio B&amp;B in Trentino: 5 ore sui social media (a 30€/ora, son 150 €) per promuovere con un video (Contenuto) le attività sportive che il turista può svolgere. Dei 300 contatti su Facebook  il 30% è andato sul sito per avere maggiori informazioni . Di questi il 6% ha prenotato un week-end in B&amp;B, totale 5 notti in camera matrimoniale con colazione a 35€ persona&#8230;..ROI intorno al 130%</p></blockquote>
<p><a href="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2014/07/content_performance.png" rel="lightbox[753]"><img class="alignleft size-medium wp-image-758" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2014/07/content_performance-300x177.png" alt="content_performance" width="300" height="177" /></a>Allo stesso modo si può misurare la <em>performance</em> dei vari contenuti pubblicati, cioè quanto sono efficaci nel portare a casa nuove opportunità&#8230;. Ma questa è un&#8217;altra storia che vedremo magari più avanti!</p>
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		<title>Applicazioni mobili, come muoversi?</title>
		<link>http://www.danzi.tn.it/2014/05/26/applicazioni-mobili-come-muoversi/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2014 13:30:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ormai tutti identificano con il termine App applicazioni informatiche dedicate ai dispositivi di tipo mobile, quali smartphone e tablet. Forse però non tutti sanno che quanto installato sul nostro smartphone può essere sviluppato secondo tre approcci tra loro differenti: App nativa: applicazione sviluppata utilizzando le &#8220;istruzioni&#8221; specifiche del dispositivo (IPhone, Android e Windows Mobile). La stessa App deve [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai tutti identificano con il termine <strong><em>App</em> </strong>applicazioni informatiche dedicate ai dispositivi di tipo mobile, quali smartphone e tablet. Forse però non tutti sanno che quanto installato sul nostro smartphone può essere sviluppato secondo tre approcci tra loro differenti:</p>
<ol>
<li><strong>App nativa</strong>: applicazione sviluppata utilizzando le <em>&#8220;istruzioni&#8221;</em> specifiche del dispositivo (IPhone, Android e Windows Mobile). La stessa App deve essere progettata e sviluppata in tre modi differenti e può essere distribuita solo attraverso lo <strong><em>store</em></strong>.</li>
<li><strong>Web App</strong>: sono applicazioni che realizzano un collegamento verso un applicativo remoto, come se si utilizzasse in sostanza una pagina web all&#8217;interno dello smartphone. Sono sviluppate generalmente utilizzando HTML5 (vedi link sotto) e Javascript. Richiedono una connessione attiva per accedere a internet, non necessitano di uno store specifico per essere distribuite ma  non accedono alle informazioni specifiche del dispositivo (fotocamera, GPS, etc)</li>
<li><strong>App Ibrida</strong>: è il mix delle due, coniuga gli aspetti positivi delle Web App (ma anche alcune negative) , con la possibilità di accedere ai contenuti forniti dallo smartphone.</li>
</ol>
<p>Chi intende far sviluppare un&#8217;App per i propri clienti, piuttosto che implementare un tool interno per la propria forza vendita, deve considerare molto attentamente queste tre opzioni. Un&#8217;App nativa richiede più tempo e forse anche più risorse economiche per essere sviluppata; bisogna considerare almeno tre sistemi operativi differenti.  Una Web App può essere &#8220;riciclata&#8221; sul canale web tradizionale e generalmente richiede investimenti inferiori rispetto ad una nativa. Le App Ibride sono la frontiera attuale ed esistono diversi framework che permettono di implementare Web App in modalità Nativa, due di queste sono PhoneGap e Apache Cordova</p>
<p><a title="HTML 5 e Applicazioni Mobili" href="http://en.wikipedia.org/wiki/HTML5_in_mobile_devices"><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/61/HTML5_logo_and_wordmark.svg/200px-HTML5_logo_and_wordmark.svg.png" alt="" width="100" height="100" /></a>    <a title="Apache Cordova" href="http://cordova.apache.org/"><img class="alignright" src="http://cordova.apache.org/images/cordova_bot.png" alt="" width="100" height="100" /></a></p>
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		<title>Industrial Internet</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 14:15:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[General Electric (GE) ha pubblicato una ricerca intitolata &#8220;Industrial Internet: Pushing the Boundaries of Minds and Machine&#8220;, è interessante e si può scaricare liberamente a questo link. Come tutte le pubblicazioni delle grandi multinazionali la ricerca ha un respiro molto ampio e, per chi come noi è focalizzato sul breve/medio termine, può sembrare una lettura [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="General Electric su Wikipedia IT" href="http://it.wikipedia.org/wiki/General_Electric" target="_blank">General Electric (GE)</a> ha pubblicato una ricerca intitolata &#8220;<em>Industrial Internet: Pushing the Boundaries of Minds and Machine</em>&#8220;, è interessante e si può scaricare liberamente a questo <a title="Industrial Internet" href="http://www.ge.com/docs/chapters/Industrial_Internet.pdf">link</a>. Come tutte le pubblicazioni delle grandi multinazionali la ricerca ha un respiro molto ampio e, per chi come noi è focalizzato sul breve/medio termine, può sembrare una lettura poco adeguata.</p>
<div id="attachment_568" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2012/12/Industrial_Internet-GE.jpg" rel="lightbox[567]"><img class="size-medium wp-image-568 " title="Industrial_Internet-GE" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2012/12/Industrial_Internet-GE-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">Industrial Internet tratto da http://www.ge.com/docs/chapters/Industrial_Internet.pdf</p></div>
<p>Il documento annuncia che siamo alle soglie di una nuova rivoluzione, spinta dalla convergenza tra Internet e Industria, che connetterà virtuosamente reti, dati e macchine, trasformando in modo rivoluzionario la produzione di beni e servizi. Una visione di grandi sfide, tecnologie affascinanti e vantaggi per tutti&#8230;tutto in puro stile da multinazionale statunitense!</p>
<p>Dalla lettura si possono comunque evidenziare alcune considerazioni utili per le PMI italiane, tra le quali:</p>
<ul>
<li>le imprese dovranno essere in grado di integrare completamente la gestione delle informazioni all&#8217;interno di tutte le funzioni aziendali;</li>
<li>la disponibilità di sempre maggiori quantità di dati richiederà strumenti di analisi adeguati per produrre informazioni di sintesi che siano un reale vantaggio competitivo per le aziende;</li>
<li>forte interconnessione, disponibilità di dispositivi mobili e, questo lo aggiungiamo noi, grande flessibilità del lavoro, richiederanno un&#8217;attenzione particolare nella gestione della sicurezza (cyber security).</li>
</ul>
<p>Tutti e tre i punti sopra elencati sembrano scontati ma non lo sono. Per garantire la qualità dei propri prodotti oggi è vero che le PMI italiane sono all&#8217;avanguardia nell&#8217;utilizzo delle tecnologie a supporto del ciclo produttivo, ma sono povere per quanto riguarda invece la capacità di raccogliere dati e trasformarli in valore aggiunto per il proprio Business. L&#8217;imprenditore medio italiano ha fortissime competenze nella propria nicchia  tecnologica, conosce bene tutti i macchinari, i prodotti della concorrenza, i diversi processi produttivi, ma a volte non ha la sufficiente flessibilità per guardare oltre e vedere nell&#8217;Information Technology <strong>un fattore abilitante per la crescita</strong>, uno strumento per trasformare il duro lavoro quotidiano in un tesoro di informazioni. L&#8217;IT è considerata una spesa, qualcosa di troppo <em>soft</em> per avere la stessa dignità di ciò che viene (con fatica) prodotto quotidianamente!</p>
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		<title>Cosa significa integrazione</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Aug 2012 08:54:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qui sotto potete osservare un classico diagramma da &#8220;consulenti&#8220;, carino e con tanti colori! L&#8217;illustrazione mostra quello che tutti in azienda implicitamente sanno, ma non sempre riescono a realizzare in maniera pratica e veloce: la gestione strategica dei dati. Il principio deriva dalla più nota pianificazione strategica, studiata in tanti corsi di Economia, negli  MBA [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qui sotto potete osservare un classico diagramma da <em>&#8220;consulenti</em>&#8220;, carino e con tanti colori! L&#8217;illustrazione mostra quello che tutti in azienda implicitamente sanno, ma non sempre riescono a realizzare in maniera pratica e veloce: l<strong>a gestione strategica dei dati</strong>.</p>
<p><a href="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/integrazione-danzi.tn_.png" rel="lightbox[377]"><img class="alignleft size-large wp-image-372" title="Integrazione dati aziendali" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/integrazione-danzi.tn_-1024x540.png" alt="Integrazione dati aziendali" width="595" height="313" /></a></p>
<p>Il principio deriva dalla più nota<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pianificazione_strategica"> pianificazione strategica</a>, studiata in tanti corsi di Economia, negli  MBA e in seminari di Formazione Dirigenziale.</p>
<p>In sostanza, come per la gestione economico/finanziaria di un&#8217;azienda, anche per <strong>le informazioni aziendali è importante definire degli obiettivi</strong> indicando i mezzi, gli strumenti e le azioni per raggiungerli in una  prospettiva di medio/lungo periodo. Come esempio si possono considerare tre aree funzionali presenti in quasi tutte le aziende: area amministrativa (in rosso), area tecnica (in giallo) e area commerciale (in blu); magari per le realtà più piccole la resposabilità è sempre della stessa persona, ma di fatto le tre attività sono molto diverse tra loro e le esigenze informatve di conseguenza.</p>
<p><a href="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/integrazione-danzi.tn-acc.png" rel="lightbox[377]"><img class="alignleft size-full wp-image-374" title="Area Amministrativa" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/integrazione-danzi.tn-acc.png" alt="Integrazione Area Amministrativa" width="267" height="232" /></a><a href="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/integrazione-danzi.tn-comm.png" rel="lightbox[377]"><img class="size-full wp-image-375 alignright" title="Integrazione Area Commerciale" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/integrazione-danzi.tn-comm.png" alt="Integrazione Area Commerciale" width="406" height="215" /></a><a href="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/integrazione-danzi.tn-tech.png" rel="lightbox[377]"><img class="alignleft size-full wp-image-376" title="Integrazione Area Tecnica" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/integrazione-danzi.tn-tech.png" alt="Integrazione Area Tecnica" width="396" height="198" /></a>Chi si occupa di amministrazinone deve confrontarsi giornalmente con la consistenza dei dati: verificare la congruità delle fatture con le provvigioni per gli agenti o controllare la solvibilità dei clienti. Un lavoro che non da tregua, scadenzato da <em>deadline </em>quasi improrogabili (bilancio, trimestrale, etc!). L&#8217;area tecnica deve principalmente disporre di quelle informazioni necessarie per sviluppare rapidamente prodotti e servizi senza dimenticarsi dei dati sulla situazione di mercato e sul confornto con la concorrenza. Rispetto alle funzioni interne l&#8217;area tecnica deve poter rispondere rapidamente alle esigenze dei commerciali e a quelle di chi si occupa di promozione, un&#8217;attività che spesso genera reciproche frustazioni, non tanto per l&#8217;assenza di informazioni ma più per perchè non sono rese disponibili in maniera adeguata&#8230;o semplicemente non sono facilmente ricercabili!</p>
<p>Con questi esempi vogliamo sottolineare, anche in maniera semplicistica e neppure tanto innovativa, che l&#8217;<strong>integrazione dei dati aziendali</strong> deve mirare a creare diversi set di informazioni pensati per il riutilizzo all&#8217;interno delle diverse funzioni aziendali. Sono cose che ormai conosciamo tutti, vengono insegnate fin dalle superiori, ma all&#8217;atto pratico pochi riescono a realizzarlo in mainera efficace. Sottolineamo efficace (e non efficiente ) perchè noi, insieme al nostro cliente medio, riteniamo che la priorità sia fornire l&#8217;informazione giusta, fosse anche solo una sporca e maledetta, e non tanto distribuire valanghe di dati in un decimo di secondo. Per far questo bisogna avere strumenti giusti (sofware e hardware), che si adattino alle piccole imprese, che possano essere estesi, che permettano di partire rapidamente con un investimento che può essere anche  minimo, Poi bisogna avere tecnici informatici a cui piace confrontarsi con le funzioni del marketing e dell&#8217;are commerciale.</p>
<p>Infine, forse la cosa più importante, bisogna avere la proprietà (il <em>paron</em>), o chi la rappresenta (es. il direttore), che <strong>vede</strong> e <strong>crede</strong> nel&#8217;importanza di <strong>costruire in prima persona una architettura delle informazioni</strong> aziendali che in qualche modo sia coerente con la strategia aziendale.</p>
<p>Chiudiamo così, lasciando un po&#8217; in sospeso l&#8217;argomento&#8230;un po&#8217; perchè è appena passato ferragosto, un po&#8217; perchè sono cose che vogliamo focalizzare un po&#8217; alla volta.</p>
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		<title>UE: connettività broadband non è servizio universale</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 06:38:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Purtroppo ecco un&#8217;altro segno della crisi. Più di un anno fa emerse in ambito della commissione UE l&#8217;esigenza di estendere il concetto di &#8220;Servizio Universale&#8221; all&#8217;accesso Broadband; in sostanza accesso dati ad alta velocità così come accesso ai servizi telefonici, energetici, etc. Una scelta di questo peso avrebbe favorito un passo avanti per tutte le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo ecco un&#8217;altro segno della crisi. Più di un anno fa emerse in ambito della commissione UE l&#8217;esigenza di estendere il concetto di <strong>&#8220;Servizio Universale&#8221;</strong> all&#8217;accesso <a title="Broadband" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Broadband" target="_blank"><strong>Broadband</strong></a>; in sostanza <strong>accesso dati ad alta velocità</strong> così come accesso ai servizi telefonici, energetici, etc.</p>
<p><a href="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/laptop_lightning.jpg" rel="lightbox[489]"><img class="alignleft size-medium wp-image-492" title="laptop_lightning" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/laptop_lightning-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Una scelta di questo peso avrebbe favorito un passo avanti per tutte le aziende che oggi combattono contro l&#8217;inefficienza dei servizi broadband. Ma la crisi economica, da quanto emerge dalle dichiarazioni del commissario per l’Agenda digitale, non consente di imporre ai vari stati i costi necessari per l&#8217;armonizzazione di servizi e infrastrutture e così, soprattutto in Italia, rallenteremo ancora di più la nostra già modesta velocità!!</p>
<p><em>Fonte</em>: <a href="http://m.mrwebmaster.it/news/ue-connettivita-broadband-non-servizio-universale_6519.html">http://m.mrwebmaster.it/news/ue-connettivita-broadband-non-servizio-universale_6519.html</a></p>
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		<title>Cosa me ne faccio del CRM?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 20:14:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Durante i seminari formativi, piuttosto che durante i confronti in azienda, alcune persone pongono giustamente la domanda &#8220;ma cosa me ne faccio di un software dedicato solo al CRM?&#8221;. Bene&#8230; la risposta non è una sola, dipende dal mercato di riferimento entro il quale l&#8217;azienda opera, dipende dalla strategia commerciale e naturalmente dipende dalle risorse [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Durante i seminari formativi, piuttosto che durante i confronti in azienda, alcune persone pongono giustamente la domand<em>a &#8220;ma cosa me ne faccio di un software dedicato solo al CRM?&#8221;</em>.</p>
<p>Bene&#8230; la risposta non è una sola, dipende dal <strong>mercato di riferimento</strong> entro il quale l&#8217;azienda opera, dipende dalla<strong> strategia commerciale</strong> e naturalmente dipende dalle <strong>risorse</strong> (<strong>umane</strong>, economiche e tecniche) disponibili. In generale crediamo che ogni sistema debba essere pensato per un obiettivo specifico: il gestionale (ERP) per il ciclo attivo e passivo, l&#8217;MRP per la produzione, il WMS per la gestione del magazzino ed il <strong><a title="CRM, segui da vicino i tuoi clienti!" href="http://www.danzi.tn.it/crm-vte/">CRM per seguire da vicino i propri clienti</a></strong>.</p>
<p>Naturalmente esistono piattaforme complesse che includono tutti questi <em>acronimi</em> in un unico prodotto software, sono forse la soluzione più avanzata, fatta per chi può permettersi i relativi costi e le risorse umane dedicate!</p>
<p>Per chi invece vuole <strong>affrontare con prontezza</strong> lo sviluppo di un <strong>processo di CRM</strong>:</p>
<ul>
<li>guidato dalle risorse umane interne anzichè dai consulenti</li>
<li>plasmabile secondo le esigenze organizzative anzichè strutturato rigidamente</li>
<li>aperto agli strumenti di comunicazione innovativi anzichè chiuso da licenze SW</li>
</ul>
<p>allora pensiamo che l&#8217;utilizzo di un software di CRM dedicato, <em>open source</em>, modulare e aperto all&#8217;integrazione sia una soluzione saggia.</p>
<p><strong>Facciamo un esempio </strong>(uno scenario&#8230; come dicono i bulli) di che cosa significhino i tre punti sopra elencati e prendiamo come spunto un&#8217;azienda <strong>B2B</strong> con un carattere prevalentemente <strong>commerciale</strong>. L&#8217;azienda produce dei <strong>sistemi</strong> con buon <strong>valore tecnico</strong> che i suoi clienti integrano all&#8217;interno del prodotto finale venduto direttamente ai <em>consumer</em>. Una delle attività importanti che il personale dell&#8217;azienda deve svolgere è il <strong>controllo del mercato</strong>, in termini di gestione delle<strong> nuove opportunità</strong> e dell&#8217;<strong>acquisizione di nuovi clienti</strong>.<em> </em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-171" title="Esempio di Processo CRM" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/crm-prevendita_small.png" alt="Esempio di Processo CRM" width="563" height="191" /></p>
<p>Seguendo l&#8217;illustrazione qui sopra, risulta evidente come il CRM possa diventare lo strumento aziendale per condividere le informazioni. Lo scenario si sviluppa attorno agli eventi e/o alle novità provenienti dal mercato. A volte è la<strong> rete di vendita </strong></p>
<div id="attachment_185" style="width: 275px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/crm-prevendita_agente.png" rel="lightbox[170]"><img class="size-full wp-image-185 " title="Rete di vendita" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/crm-prevendita_agente.png" alt="Rete di vendita" width="265" height="90" /></a><p class="wp-caption-text">Agente inserisce segnalazione</p></div>
<p style="text-align: left;">fatta dagli agenti che rileva qualcosa di interessante: un nuovo progetto, nuovi sviluppi sul territorio di riferimento o semplicemente pettegolezzi che, anche se non sono fondati, possono essere utili all&#8217;azienda. A volte sono gli <strong>strumenti di comunicazione innovativi</strong>, come i social media o il monitoraggio automatico del WEB,</p>
<div id="attachment_188" style="width: 281px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/crm-prevendita_web.png" rel="lightbox[170]"><img class="size-full wp-image-188 " title="strumenti di comunicazione innovativi" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/crm-prevendita_web.png" alt="strumenti di comunicazione innovativi" width="271" height="77" /></a><p class="wp-caption-text">Monitoraggio automatico del WEB</p></div>
<p>che permettono all&#8217;azienda di ottenere informazioni strategiche. In ogni caso il CRM è in grado di raccogliere ed integrare le informazioni, renderle disponibili secondo i diversi livelli di accesso al <strong>Responsabile Marketing</strong>, piuttosto che all&#8217;<strong>Area Manager</strong> piuttosto che a chi si occupa del <strong>Supporto Tecnico</strong> post-vendita.</p>
<div id="attachment_190" style="width: 429px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/crm-prevendita_azienda.png" rel="lightbox[170]"><img class="size-full wp-image-190 " title="CRM per condividere le informazioni in azienda" src="http://www.danzi.tn.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/crm-prevendita_azienda.png" alt="CRM per condividere le informazioni in azienda" width="419" height="173" /></a><p class="wp-caption-text">Condivisione informazioni strategiche</p></div>
<p>Tutto questo con l&#8217;obiettivo finale di creare un <strong>trait-d&#8217;union</strong> che colleghi tutte le informazioni del cliente acquisisto e/o potenziale, con gli eventi, le novità, le opportunità commerciali e tutti i rumors di mercato!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Integrazione CRM e Sito Web Istituzionale</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 10:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[andy]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CRM]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Pre-vendita]]></category>
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		<description><![CDATA[Una delle attività che tutti coloro che dispongono di un sito web dovrebbero fare è l&#8217;organizzazione delle informazioni legate agli utenti registrati. Oggi i nuovi contatti che si creano attraverso il web ed in particolare con il proprio sito hanno una valore superiore rispetto a quelli che si instaurano con i media tradizionali. L&#8217;utente che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle attività che tutti coloro che dispongono di un sito web dovrebbero fare è l&#8217;<strong>organizzazione delle informazioni legate agli utenti registrati</strong>. Oggi i nuovi <strong>contatti</strong> che si creano attraverso il <strong>web</strong> ed in particolare con il proprio sito<strong> hanno una valore superiore</strong> rispetto a quelli che si instaurano con i media tradizionali.</p>
<blockquote><p>L&#8217;utente che si registra al sito deve essere seguito e i suoi dati gestiti ed integrati con gli strumenti informatici aziendali, in maniera automatica e quanto più vicino al real-time.</p></blockquote>
<p>Se disponete di un <a title="CRM" href="http://www.danzi.tn.it/crm-vte/">CRM</a> sarà facile raccogliere tutte le nuove registrazioni sotto forma di LEAD per poi processarli in maniera organica,  trasformarli in Contatti oppure in vere e proprie Opportunità Commerciali.</p>
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